
La Flavia a "Porto Flavia"
(foto del gentile lancista Paolo Pezzuoli - Cagliari)
(auto di Antonio Ranaldi Canosa)
Cenni Storici: STORIA di PORTO FLAVIA
Fra le straordinarie opere d'ingegneria mineraria presenti in Sardegna,
Porto Flavia, realizzata nel 1924 e dedicata alla figlia del progettista,
l'ing. Cesare Vecelli, è senz'altro la più ammirata. Il sistema per la
spedizione dei minerali, fra i pochi al mondo, permetteva il carico di un
mercantile in un giorno o due (in media 500 tonnellate all'ora), contro i 7
o 8 giorni di duro lavoro necessari nei faticosi metodi tradizionali.
L'innovazione migliorò le potenzialità del gruppo di miniere che facevano
capo agli impianti di Masua, ma contemporaneamente inflisse un duro colpo
alle decine di operai e ai proprietari di piccoli vascelli a vela latina (le
"bilancelle" di Carloforte). L'impianto smise di operare immediatamente dopo
la seconda guerra mondiale. Oggi è possibile accedervi previo contatto con
le organizzazioni che promuovono le visite in miniera. Le prime notizie
documentate su questa miniera si hanno a partire dal 1614, quando Martino
Esquirro ne ottenne la concessione e
vi fece costruire una piccola Fonderia per la lavorazione del minerale
estratto in loco.
Tuttavia, il vero periodo di prosperità si ebbe nella
seconda metà del secolo scorso quando la concessione fu accordata, nel 1865,
a Prospero Christian. Questi, per migliorarne la resa, fece realizzare la
fonderia, progettata e costruita con metodi innovativi, più a valle, nei
pressi della spiaggia di Fontanamare, dove era possibile soddisfare il
fabbisogno idrico. Nel 1872 la concessione passò alla ditta Geisser, che
provvide a costruire nei pressi di Cuccuru Aspu una nuova laveria meccanica
per un primo trattamento del minerale estratto; in quei primi anni di
attività il minerale di prima scelta era imbarcato dalla spiaggia di
Fontanamare alla volta di Carloforte, da cui era spedito alle fonderie
continentali; il resto era fuso sul posto. Alla fine del 1895 le concessioni
passarono alla Società Anonima di Nebida, che dopo due anni fece costruire
l'imponente laveria Lamarmora, grazie alla quale la miniera poteva essere
considerata all'avanguardia in Sardegna. Nel 1924 fu costruito il sistema di
imbarco e di stoccaggio di Porto Flavia. Dopo la seconda guerra mondiale la
concessione passò ad altre mani, fino all'esaurimento del giacimento.
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